Opere d'arte contemporanea provenienti da collezioni private, autenticate e disponibili su richiesta. Per ogni opera puoi richiedere informazioni, una valutazione o una consulenza, anche a domicilio e su appuntamento.


| Tecnica | Acquaforte e serigrafia su carta giapponese |
| Dimensioni | Diametro mm 1220 |
| Anno | 1999 |
| Stato | Disponibile |
| Provenienza | Collezione privata |
| Certificato | Sì |
Tiratura: 20 esemplari numerati in numeri arabi e 8 prove d'artista.
Shield (Scudi) del 1999 è un ciclo di opere monumentali, in cui l'emblema della testa al centro della composizione è circondato da un vocabolario di segni-simboli che danno solennità alla rappresentazione. Il nitore del segno e la disposizione delle campiture di colore giungono a un'altissima qualità nell'utilizzo contemporaneo di calcografia, serigrafia e collage su carta giapponese.
Richiedi informazioniScrivici su WhatsAppL'artista: Mimmo Paladino

| Tecnica | Bronzo |
| Altezza | cm 47 ca. |
| Anno | 1995 |
| Stato | Disponibile |
| Tiratura | 199 esemplari numerati in numeri arabi e XV in numeri romani |
| Provenienza | Collezione privata |
| Certificato | Sì |
Giunone (1995) è una scultura in bronzo di Aligi Sassu, alta circa 47 cm. La figura femminile, in piedi e con il capo lievemente reclinato, è costruita con volumi pieni e morbidi: un braccio si raccoglie sul petto, mentre l'altra mano trattiene un panneggio che scende lungo il fianco fino a un basamento dalla superficie mossa e rocciosa.
La patina verde scuro, attraversata da riflessi caldi, mette in evidenza il modellato e la luce sul metallo. L'opera appartiene a un'edizione numerata di 199 esemplari in numeri arabi e XV in numeri romani.
Richiedi informazioniScrivici su WhatsAppL'artista: Aligi Sassu
Mimmo Paladino (Paduli, Benevento, 18 dicembre 1948) è uno dei protagonisti dell'arte italiana contemporanea e uno degli esponenti di punta della Transavanguardia. Dopo gli studi al Liceo Artistico di Benevento, espone per la prima volta nel 1968 alla Galleria Carolina di Portici; negli anni Settanta, a Milano, si confronta con fotografia, collage e ricerca concettuale, prima di tornare con decisione alla pittura.
Nel 1980 partecipa alla Biennale di Venezia, nella sezione «Aperto 80», dove il critico Achille Bonito Oliva presenta il gruppo della Transavanguardia insieme a Sandro Chia, Francesco Clemente, Enzo Cucchi e Nicola De Maria. Il suo linguaggio, fatto di segni-simbolo, figure archetipiche e citazioni della storia dell'arte, si esprime in pittura, scultura, incisione, mosaico, scenografia e cinema, con mostre nei principali musei e gallerie internazionali e la partecipazione a Documenta di Kassel nel 1987.
Tra i suoi lavori pubblici più noti figurano la «Montagna di sale» (dal 1990), l'«Hortus conclusus» di Benevento (1992), il mosaico per l'Ara Pacis a Roma (2001) e la «Porta di Lampedusa» (2008), monumento dedicato ai migranti. Le sue opere sono presenti in importanti collezioni pubbliche, tra cui il Metropolitan Museum of Art di New York e il Museo di Capodimonte a Napoli.
Anche la grafica occupa un posto centrale nella sua ricerca: la serie «Shield (Scudi)» (1999), realizzata in acquaforte e serigrafia su carta giapponese, mostra la nitidezza del segno e la qualità delle campiture di colore che contraddistinguono le sue incisioni.
Da una collezione privata è disponibile l'opera Shield (Scudi), 1999, con certificato.
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Aligi Sassu (Milano, 1912 - Pollença, Maiorca, 2000) è stato uno dei grandi protagonisti dell'arte italiana del Novecento. Formatosi a Milano e all'Accademia di Brera, si avvicina giovanissimo al Futurismo e già alla fine degli anni Venti sviluppa un linguaggio personale, pieno di colore e di energia, che trova nel ciclo degli «Uomini rossi» (1929-1934) una delle sue prime prove più celebri.
Antifascista, nel 1937 viene arrestato e trascorre un anno in carcere; nel 1938 è tra i promotori del gruppo di «Corrente», che riunisce a Milano una generazione di artisti e intellettuali. Nel suo lavoro tornano con forza i cavalli, le figure eroiche, le crocifissioni e le scene di battaglia, interpretati con un espressionismo vigoroso e una tavolozza intensa.
Pittore, scultore, ceramista e incisore, Sassu ha lavorato anche per l'architettura e lo spazio pubblico: tra le sue opere si ricordano i murales della Casa del combattente di Valenza Po (1958), i mosaici del Duomo di Lodi (1964), le illustrazioni della «Divina Commedia» (1986) e il grande pannello in ceramica per il Parlamento europeo di Bruxelles (1993). Nel 1996 ha donato le sue opere alla Fondazione Sassu di Lugano.
Da una collezione privata è disponibile la scultura in bronzo Giunone (1995), in edizione numerata.
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